CREDITO DI IMPOSTA TRANSIZIONE 5.0

18 Mar 2024 Bandi e Decreti Detrazioni Energie rinnovabili
Risorsa 12

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  1. CREDITO D’IMPOSTA TRANSIZIONE 5.0

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge che introduce il nuovo Credito di Imposta Transizione 5.0 (Piano Transizione 5.0) che prevede un credito di imposta fino al 45% per le aziende che investono nella doppia transizione ecologica e digitale. L’ Agevolazione è cumulabile con altre Agevolazioni ed è prevista anche per acquisti effettuati mediante Leasing.

 

Indice:
  1. 1. Obiettivo
  2. 2. Beneficiari
  3. 3. Agevolazione
  4. 4. Interventi ammessi
  5. 5. Spese ammissibili
  6. 6. Operatività

1. Obiettivo

Il Piano Transizione 5.0 vede stanziati 6,3 miliardi per il biennio 2024-2025, che saranno erogati alle imprese attraverso lo schema del credito d’imposta suddiviso per:

  • -beni strumentali, 3.780 milioni di €;
  • -sistemi per autoproduzione e autoconsumo di energia, 1.890 milioni di €;
  • -formazione, 630 milioni di €.
  • L’obiettivo è di favorire la digitalizzazione e la svolta green delle imprese residenti a prescindere dalla dimensione dell’azienda e dal regime adottato.

2. Beneficiari

Le imprese ammesse al credito d’imposta, sono le imprese residenti e le stabili organizzazioni con sede in Italia, al di là della forma giuridica, del settore economico, dalla dimensione e dal regime fiscale adottato. Chiaramente devono essere in regola con il rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabile in ciascun settore e con l’adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

 

  • 3. Agevolazione

Credito di imposta fino al 45% per investimenti in beni industria 4.0 che riducano in consumi a livello di stabilimento o di processo produttivo, graduato secondo il risultato ottenuto.
Credito di imposta fino al 63% per impianti da fonti rinnovabili e impianti fotovoltaici per l’autoconsumo che rientrano nel progetto di investimento.
Credito di imposta fino al 45% per la formazione del personale sui temi del decreto.

 

4. Interventi ammessi

Gli interventi ammessi riguardano nuovi investimenti effettuati negli anni 2024 e 2025, in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione da cui consegua una riduzione dei consumi energetici.

5. Spese ammissibili

Per accedere all’incentivo è necessario effettuare un investimento in almeno uno dei beni strumentali materiali e immateriali previsti agli allegati A e B del Piano Transizione 4.0. Questi beni devono essere collegati al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Oltre a ciò, è necessario che i beni siano inseriti in un progetto di innovazione che consenta di ottenere una riduzione dei consumi energetici. La riduzione dei consumi deve essere pari ad almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva oppure ad almeno il 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento.

   Moduli fotovoltaici: maggiorazioni del credito

L’incentivo è limitato ai soli pannelli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea (come indicato dall’articolo 12 del D.L. 181/2023). Per questi è però prevista una Maggiorazione dell’ incentivo (solo per il      fotovoltaico) che può raggiungere il 63% del costo.

Nello specifico si tratta di pannelli che, oltre ad essere prodotti all’interno dell’Ue, abbiano le seguenti caratteristiche:

  1. 1) efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%;
  2. 2) efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;
  3. 3) moduli composti da celle bifacciali ad etero giunzione di silicio o tandem con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.

Gli investimenti in impianti che comprendano i moduli di cui ai punti 2 e 3 concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari, rispettivamente, al 120% e al 140% del loro costo.

6. Operatività

Per accedere al credito d’imposta occorre inviare richiesta telematica utilizzando il modello standardizzato messo disposizione dal Gestore dei servizi energetici (Gse) e la documentazione prescritta (comma 11 dell’articolo 38), insieme a una comunicazione riguardante la descrizione e il costo del progetto di investimento.

Il Gse, controllata la documentazione, invia al Mimit l’elenco delle imprese che possono fruire dell’agevolazione e l’importo prenotato.

 

Contattaci subito per avere ulteriori dettagli, verificare i requisiti, conoscere l’operatività

ed usufruire dell’incentivo in tempo!